Un gruppo che forza il passo non arriva più piccolo. Arriva spezzato.
Il meccanismo è la differenza di resistenza. Le persone non hanno tutte lo stesso fiato. Se il passo è comodo, la differenza non si vede. Se il passo è estremo, la differenza diventa distanza. E la distanza diventa separazione.
I più forti finiscono davanti. Gli stanchi restano indietro. In mezzo non c'è più nessuno che tenga uniti i due tronconi.
Il costo cresce in modo brutale con lo sforzo richiesto. In una marcia sfiancante, senza sosta e a distanza doppia del normale, arriva in fondo circa un decimo delle persone. Con uno sforzo più contenuto ne arriva la metà. Con uno sforzo moderato ne arrivano due terzi.
C'è un effetto in più che si nota poco. Davanti arrivano proprio quelli che guidano, perché sono i più capaci di reggere il ritmo. Arrivano soli. Arrivano senza la parte di gruppo che li rendeva utili.
Quindi la fretta non riduce la forza in proporzione. La disgrega. Prima di chiedere uno sforzo estremo conviene chiedersi chi arriverà davvero in fondo, e con chi accanto.