L'acqua non sceglie di essere coraggiosa. Scende dove il terreno cede e gira attorno a ciò che resiste. Non perde tempo a spingere contro la roccia, e proprio per questo arriva sempre in fondo.
La stessa logica governa qualunque impiego di forze limitate. Attaccare il punto più solido dell'altro è il modo più caro di ottenere un risultato. Il costo sale, i tempi si allungano, e il vantaggio finale è lo stesso che darebbe un punto più cedevole.
Il meccanismo è che la resistenza non si distribuisce in modo uniforme. Ogni struttura ha zone protette e zone trascurate, spesso trascurate per abitudine. Cercare quelle zone è lavoro di osservazione, non di coraggio.
C'è un limite da riconoscere. Evitare il forte non significa evitare la difficoltà. Significa spendere la fatica dove produce un effetto, invece che dove ne produce poco.
Chi insiste sul punto più duro spesso lo fa per ragioni sue, non per necessità. La roccia è più visibile della fessura, e sfondarla sembra più meritorio.