Un tempo bastava saper parlare bene. Oggi non basta più. Serve saper cogliere l'accenno, soprattutto quando riguarda i nostri errori.
Il meccanismo sta nel modo in cui si dicono le verità scomode. Quasi mai arrivano intere. Chi le porta ne dice metà e osserva la reazione. Chi non presta attenzione sente solo quella metà e crede che sia tutto. Il resto va ricostruito con l'attenzione.
Da qui una regola sull'ascolto. Non riesce a farsi capire chi non capisce con facilità. Comprendere in fretta è il presupposto per essere compresi. Chi ascolta male costringe gli altri a parlare per formule.
Esiste anche l'eccesso opposto e va evitato. Alcuni si credono lettori del cuore altrui e vedono intenzioni ovunque. Trovano messaggi nascosti anche dove non ce ne sono.
Il rimedio pratico è asimmetrico. Quando senti qualcosa a tuo favore trattieni la fiducia. Quando senti qualcosa di sfavorevole dalle più spazio del solito. Tra i due errori il secondo costa più caro.