La mente non lavora su tutto il mondo. Lavora su quello che le arriva. Quello che le arriva passa da poche porte, cioè gli occhi, le orecchie, il naso, la bocca.
Chi mette un freno a quelle porte non diventa insensibile. Sceglie il materiale su cui la propria testa dovrà lavorare nelle ore seguenti. È una scelta a monte, quindi costa poco. Provare a gestire il pensiero dopo che l'immagine è entrata costa molto di più.
Il meccanismo è la persistenza. Ciò che vedi e senti non sparisce quando finisce. Resta come materiale disponibile e torna da solo nei momenti vuoti. Una scena vista per pochi secondi può occupare giorni.
Lo stesso vale per le uscite. Le mani, i piedi e la lingua producono conseguenze che poi la mente deve gestire. Frenare un gesto è più semplice che riparare i suoi effetti.
La ricaduta pratica è spostare il controllo dove è ancora economico. Scegliere cosa guardare richiede un istante. Disfare quello che una cosa guardata ha messo in moto richiede settimane.