Una bolla di sapone si guarda in un modo particolare. Si sa che dura poco, quindi non si fanno progetti sopra.
Applicare lo stesso sguardo alle situazioni cambia la reazione quando finiscono. Il meccanismo è l'identificazione. Il dolore di una perdita non nasce solo dalla cosa persa. Nasce dal fatto che una parte del proprio io era appoggiata lì sopra.
Chi guarda una situazione come un fenomeno che passa non ci appoggia sopra il proprio io. Quando la situazione finisce, finisce una cosa esterna. Il centro resta dov'era.
Questo non rende indifferenti. Si può curare molto qualcosa e insieme sapere che non durerà. Anzi, di solito si cura meglio, perché non si pretende dalla cosa una garanzia che non può dare.
La ricaduta pratica si vede nei momenti di rottura. Chi aveva costruito la propria identità sopra un ruolo, un rapporto o un luogo, quando lo perde deve ricostruire tutto. Chi lo teneva accanto e non sotto, perde qualcosa di prezioso ma resta in piedi.