Contiamo la vita in anni perché è l'unica misura facile. Ma gli anni sono il contenitore, non il contenuto. Una vita lunga e sprecata contiene meno di una vita breve e piena.
Il meccanismo è la densità. Quello che resta di un periodo non è il tempo trascorso. È il numero di cose davvero fatte, capite o cambiate. Le giornate identiche si comprimono nel ricordo fino a diventare una sola. Le giornate diverse si conservano intere.
Questo spiega perché certi anni sembrano volati e altri sembrano lunghissimi. Non è la velocità del tempo, è la quantità di esperienza distinta contenuta lì dentro. Un anno di pura routine lascia poche tracce, quindi da lontano appare corto.
Da qui una conseguenza poco confortante. Aggiungere anni non aggiunge vita, se gli anni aggiunti sono copie di quelli precedenti. La domanda utile non è quanto vivremo. È quante giornate distinte ci saranno.
Il vantaggio è che questo si può cambiare oggi. Basta rendere una singola giornata diversa dalla precedente. Non serve aspettare condizioni migliori per iniziare a vivere davvero.