Si crede che solo l'ambizione e il denaro rendano dipendenti. Non è vero. Anche il desiderio di quiete produce lo stesso effetto. Vale per la calma, per il tempo libero, per i viaggi, per i libri.
Il meccanismo non riguarda l'oggetto desiderato. Riguarda dove si trova quell'oggetto. Se sta fuori dalla tua portata, chi lo controlla controlla anche te. Un permesso, una malattia, un rumore possono togliertelo quando vogliono.
Da qui una simmetria che quasi nessuno nota. Chi teme di ricevere un incarico sbaglia quanto chi teme di non riceverlo. Entrambi hanno legato la propria serenità a una decisione altrui. Uno ha sete e rifiuta l'acqua, l'altro ha sete e la insegue. La febbre resta la stessa.
Il lamento tradisce sempre la dipendenza. Dire che manca il tempo per leggere equivale a dire che manca una carica. In entrambi i casi accusi il mondo di non avere disposto le cose come volevi.
La via d'uscita non è desiderare cose migliori. È spostare il desiderio su ciò che nessuno può darti o toglierti. Restano il tuo giudizio, la tua azione e ciò che scegli di evitare.