Nessuna espansione continua per sempre. Le cose crescono, arrivano a un massimo, poi rientrano. Il rientro non è un guasto. Fa parte dello stesso movimento.
Il meccanismo si vede bene nelle piante. Una pianta spinge fuori foglie e fiori per tutta la stagione. Poi ritira le risorse e resta la radice. La parte visibile era temporanea. La parte che resta è quella da cui tutto ripartirà.
La stessa forma si ripete altrove. Un entusiasmo, una moda, un progetto molto attivo. Dopo la fase di massima spinta arriva un rientro. Chi lo legge come fallimento cerca colpevoli. Chi lo riconosce come fase si occupa della radice.
Da qui esce una domanda utile in ogni momento. Cosa resta quando la parte visibile si ritira. In un lavoro restano le competenze e i rapporti. In un gruppo restano le abitudini condivise. Quelle cose danno poca soddisfazione mentre si costruiscono, ma sono ciò che sopravvive.
C'è anche un avvertimento. Un massimo sembra sempre uno stato stabile mentre lo vivi. Le decisioni prese in quel punto danno per scontato che duri. Sono quasi sempre le decisioni peggiori dell'intero ciclo.