Nella condizione ordinaria una persona percepisce senza accorgersi di percepire. Guarda una strada e la strada entra. Di chi guarda non resta traccia.
Esiste un modo diverso di ricevere lo stesso momento. Mentre guardi la strada, senti anche che sei tu a guardarla. L'oggetto rimane identico, ma le impressioni diventano due. C'è quella della strada e quella di te che la osservi.
Il meccanismo sta in questo raddoppio. Un'impressione ricevuta senza consapevolezza attraversa il sistema e si spegne. La stessa impressione ricevuta con la percezione di sé porta il doppio della carica. Quello sforzo minimo si fa nell'istante esatto della percezione. È la spinta che la natura non fornisce.
Il momento conta più dell'intensità. Ricordarsi dopo di aver visto una strada non produce niente. Il raddoppio avviene solo dentro l'atto, perché è lì che l'energia entra.
La ricaduta pratica è alla portata di chiunque e non richiede condizioni speciali. Non serve un luogo tranquillo. Serve accorgersi di essere presente proprio mentre qualcosa accade, anche per pochi secondi. Spesso a quella sensazione si aggiunge un tono emotivo, e allora l'effetto cresce ancora.