Ci sono due modi di provare a sapere come stanno le cose adesso. Uno è ragionarci sopra. L'altro è chiedere a chi si trova lì. Solo il secondo funziona, e il motivo non è la pigrizia del primo.
Il ragionamento lavora su ciò che è già accaduto. L'esperienza dice cosa è successo in situazioni simili in passato. Il calcolo dice cosa dovrebbe accadere date certe premesse. Nessuno dei due può dire cosa qualcuno ha deciso ieri sera. Le decisioni degli altri non seguono da regole. Seguono da intenzioni che cambiano.
Il meccanismo è una differenza di natura tra i dati. Uno sguardo al passato descrive tendenze medie. Uno stato presente è un fatto singolo, e i fatti singoli si osservano, non si derivano. Per questo l'unico canale disponibile è una persona che sia stata sul posto.
La ricaduta pratica è netta. Quando ti accorgi di stare ricostruendo la situazione a tavolino, hai già smesso di raccogliere informazioni. Le mappe mentali sono comode e non costano niente, ed è questo che le rende pericolose. Costruire un canale verso qualcuno che vede la scena costa fatica. Ed è l'unica cosa che sostituisce davvero una supposizione.